Non pubblichiamo, sennò ci copiano — Erik Senesi

«Non mettiamo niente di tecnico online. Sennò i concorrenti ce lo copiano.»

È una delle frasi che sento di più quando parlo di contenuti con un titolare di PMI industriale. La dice con convinzione, e la capisco: quel sapere l’ha costruito in trent’anni di commesse, errori, notti in officina. Perché regalarlo?

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Poi apro il sito del suo concorrente tedesco. Guide tecniche, schede di confronto, articoli firmati dal direttore tecnico, casi applicativi. Ogni mese qualcosa di nuovo. Non perché sia ingenuo. Perché ha capito una cosa che in Italia, in 15 anni e 270+ aziende, ho visto capire a pochissimi: il vantaggio competitivo non è il sapere. Il sapere è ovunque. Il vantaggio è essere riconosciuto come quello che quel sapere lo possiede.

Quello che il buyer trova quando tu taci

Il buyer di oggi non ti chiama per scoprire come si risolve il suo problema. Prima cerca. Legge, confronta, si fa un’idea, magari per settimane. Quando cerca la soluzione al problema che tu risolvi meglio di tutti, trova qualcosa. Se non trova te, trova chi ha scritto.

Ed ecco il paradosso: tu non pubblichi per non farti copiare, e il buyer arriva alla prima call convinto che il riferimento sia il tuo concorrente. Il primo che pubblica diventa il riferimento. Tutti gli altri, anche se più bravi, sembrano imitatori.

Il silenzio tecnico non protegge il tuo sapere. Lo rende invisibile proprio alle persone che dovrebbero pagarlo.

Cosa si copia davvero (e cosa no)

La paura è vera, ma è mal calibrata. Mescola due cose diverse.

Si copia il come lo fai: parametri di processo, tolleranze ottenute con quel setup, ricette, listini, nomi dei clienti. Quello resta dentro, e fai bene a tenerlo dentro.

Non si copia il come ragioni: quali domande fai prima di accettare una commessa, quali errori vedi fare ai clienti, come scegli tra due soluzioni, quando dici di no. Puoi scriverlo in chiaro. Il concorrente lo legge e non può rifarlo domani, perché dietro c’è l’esperienza, le macchine, le persone. Il buyer lo legge e capisce che con te parla con uno che sa.

Il contenuto tecnico che vende non spiega la ricetta. Spiega il problema meglio di quanto il cliente sappia spiegarlo a se stesso.

I tre cassetti

Quando lavoro con un’azienda su questo, prima di scrivere una riga dividiamo tutto in tre cassetti:

Di solito il primo cassetto è molto più piccolo di quanto il titolare pensasse. E il secondo è pieno di cose che l’ufficio tecnico ripete al telefono da anni, gratis, una persona alla volta.

Il test del concorrente

Per ogni pezzo che vuoi pubblicare, una domanda sola: se il mio concorrente più forte lo legge stasera, domani può rifare il mio lavoro?

Se sì, togli il dettaglio operativo e tieni il ragionamento. Se no, pubblica. Nella quasi totalità dei casi la risposta è no, e il pezzo esce.

Esercizio di questa settimana

Chiedi all’ufficio tecnico e ai commerciali di segnarsi, per due settimane, le domande che i clienti fanno per email o al telefono. Non le risposte: le domande. Alla fine avrai una lista di dieci, quindici voci.

Ogni domanda è un articolo, una scheda, un post del direttore tecnico. Passala dal test del concorrente, mettila nel cassetto giusto e scrivi la prima. Una al mese è già più di quello che fa la maggior parte del tuo settore.

Se vuoi, in call facciamo insieme la divisione nei tre cassetti sulle domande dei tuoi clienti. Senza impegno. E se il tuo segreto è davvero tutto nel primo cassetto, te lo dico.

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