
Lavoro con PMI italiane da 15 anni. Le cose che vedo sbagliare più spesso non sono errori esotici: sono sei errori comuni, evitabili, che però costano tantissimo. Questo è l’elenco.
1. Campagne senza posizionamento
Investire in ADV prima di sapere chi sei. Vedo aziende che spendono 20-50K l’anno in campagne Google/Meta senza un posizionamento chiaro. Il risultato: traffico generico, conversioni casuali, ROI non misurabile. La soluzione: fermati. Definisci posizionamento. Poi riparti.
2. Misurare le metriche sbagliate
Like, follower, impression. Vanity metrics che tranquillizzano e basta. Le uniche metriche che contano sono: lead qualificati, costo per acquisizione, lifetime value, churn rate. Tutto il resto è rumore.
3. Freelance scollegati tra loro
Il social media manager non parla con chi fa ADV, chi fa ADV non parla con chi fa SEO, chi fa SEO non parla col copywriter. Risultato: ognuno fa la sua cosa, nessuno ottimizza il sistema. Soluzione: una persona che coordini il tutto (un fractional CMO) o un’agenzia integrata.
4. Tool comprati prima della strategia
HubSpot da 800€/mese. Klaviyo da 200€/mese. Mille SaaS in abbonamento. Senza un piano chiaro, sono solo costi ricorrenti. Il tool serve la strategia, non il contrario. Prima decidi cosa devi fare, poi compri il tool che serve a farlo.
5. Delegare senza sapere
“Ci pensa l’agenzia”: la frase più pericolosa del marketing PMI. Affidare il marketing a un’agenzia senza sapere cosa stanno facendo è il modo più rapido per perdere il controllo dei numeri. Il founder/CEO deve capire (almeno a livello macro) cosa sta succedendo. Non serve essere tecnici — serve sapere quali domande fare.
6. Cambiare strategia ogni tre mesi
Il marketing produce risultati su orizzonti di mesi, non settimane. Chi cambia tutto ogni trimestre non vedrà mai i numeri stabilizzarsi. Ci vuole disciplina: fissi una strategia, la esegui per 6-12 mesi, misuri, poi decidi se aggiustare. Cambiare ogni 90 giorni significa ricominciare ogni volta da zero.
La buona notizia
Sono tutti errori evitabili. Con una call di un’ora capiamo quali stai rischiando di fare (o stai già facendo) e da dove vale la pena partire.