Account-based marketing per PMI industriali: 30 aziende, non 3.000 contatti — Erik Senesi

«Per fare marketing ci servono più contatti. Compriamo un database?»

È la tentazione di molte PMI industriali quando la pipeline è piatta. Ma nel B2B industriale il mercato che conta per te spesso non sono migliaia di nomi. Sono poche decine di aziende che possono davvero comprare quello che produci.

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La risposta breve è questa: l’account based marketing (ABM) per una PMI significa scegliere un numero piccolo di aziende target, studiarle una per una e costruire per ciascuna un percorso di contenuti e di relazione, invece di parlare a tutti nello stesso modo. Trenta aziende, non tremila contatti. Il lavoro sta nella selezione, nella conoscenza dell’account e nella coerenza tra marketing e commerciale, non nel volume.

In 15 anni sul campo e oltre 270 aziende seguite ho visto l’ABM funzionare molto bene nelle PMI industriali, proprio perché somiglia a come i loro commerciali migliori lavorano già: pochi clienti, conosciuti a fondo. Qui ti spiego come impostarlo con metodo.

Cos’è l’account based marketing (e perché è adatto alle PMI industriali)

Nel marketing tradizionale si parte da un pubblico ampio e si filtra: tanti contatti, pochi interessati, pochissimi clienti. Nell’ABM si fa il contrario: si parte dalle aziende che vuoi come clienti e si lavora per farti conoscere, capire e scegliere da quelle.

Per una PMI industriale ha tre vantaggi concreti:

Account based marketing per PMI: il metodo in sei passi

1. Scegli gli account partendo dai clienti migliori

La lista non nasce da un database comprato. Nasce dal profilo del tuo cliente ideale: le caratteristiche che accomunano i tuoi clienti migliori per margine, durata e facilità di lavoro. Poi cerchi le aziende che hanno quelle stesse caratteristiche e non sono ancora tue clienti.

Il perimetro lo decide il posizionamento: per chi sei la scelta migliore, su quale problema. Senza questa risposta, l’ABM diventa una lista di nomi importanti che ti piacerebbe avere in referenza.

2. Dividi la lista in livelli

Non tutti gli account meritano lo stesso lavoro. Una divisione semplice:

Per una PMI, il consiglio è partire piccolo: meglio dieci account di livello 1 seguiti davvero che cinquanta seguiti a metà. Lo stesso principio della lista chiusa che uso per testare un mercato estero in 90 giorni: pochi nomi, scelti bene, con un criterio di verifica scritto all’inizio.

3. Studia ogni account

Per ogni account di livello 1 una scheda di una pagina, costruita da fonti pubbliche e da quello che sai già:

4. Mappa chi decide

Per ogni account, i ruoli coinvolti nella scelta di un fornitore: chi firma, chi valuta tecnicamente, chi usa, chi può bloccare. Ognuno ha una domanda diversa. Il buyer vuole ridurre il rischio sui tempi e sul costo; il tecnico vuole sapere se tieni le tolleranze; la qualità vuole la documentazione.

Questa mappa non serve a scrivere a tutti. Serve a sapere quali contenuti preparare e quali domande aspettarti quando la conversazione arriva.

5. Prepara contenuti per l’account, non per il mercato

Il cuore dell’ABM è il contenuto rilevante per quell’azienda o per quel gruppo di aziende:

6. Usa i canali dove la relazione esiste già

Qui serve una precisazione importante. L’ABM non è una scusa per inviare comunicazioni promozionali a freddo a ogni persona della mappa. Per email e messaggi promozionali le norme italiane (art. 130 del Codice Privacy) e il Garante per la protezione dei dati personali indicano, come regola generale, il consenso del destinatario: prima di qualsiasi invio, verifica con chi ti segue sulla privacy.

I canali su cui lavoro con le PMI industriali sono quelli in cui la relazione c’è già o nasce in modo naturale:

Come misurare l’account based marketing

Nell’ABM non misuri i contatti. Misuri il progresso degli account, uno per uno, con poche fasi:

Ogni mese guardi quanti account sono avanzati di una fase, quali sono fermi e perché. Se un account resta fermo per mesi, ti chiedi se era davvero nel tuo perimetro o se manca un contenuto, una relazione, una prova.

Gli errori più comuni

Da dove parti

Questa settimana: scrivi dieci aziende che vorresti come clienti e che somigliano ai tuoi clienti migliori. Per ognuna, tre righe: perché loro, quale problema probabilmente hanno, quale relazione esiste già. Se per qualcuna non trovi nessuna risposta alla terza riga, va bene: è lì che lavoreranno i contenuti e la presenza nei prossimi mesi.

In call scegliamo insieme i primi account, se vuoi. Senza impegno. Se ti serve solo un database da comprare, te lo dico.

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